La tesi di dottorato deve aggiungere conoscenza nuova al proprio campo: non basta scrivere di più, serve un contributo originale. Il collegio ne valuta la solidità e la coerenza del metodo, ma soprattutto verifica se sai difendere le tue scelte davanti a commissari esperti.
Spesso il punto critico non è scrivere, ma costruire lo stato dell’arte: capire dove finisce ciò che è già noto e dove inizia il gap che la tua ricerca deve colmare. Qui ti affianchiamo con una revisione sistematica della letteratura (banche dati come Scopus, Web of Science, PubMed, JSTOR) e con mappe concettuali che rendono quel gap evidente e difendibile.
Prima della difesa simuliamo le domande del collegio, partendo dalla letteratura citata e dai punti metodologicamente più esposti del lavoro. Così arrivi alla discussione con le argomentazioni già pronte.